Le associazioni Focloristiche e musicali del Paese

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gli Alegher

A Dossena hanno conservato un repertorio di canzoni e di musiche le quali, pur non discostandosi molto dal repertorio del resto della provincia e per quanto riguarda i testi, hanno assunto delle caratteristiche diverse per lo stile e il mondo di cantare, dovuto appunto alle situazioni sopra accennate. In questi ultimi anni, anche lo stile di vita di questo, Poggio al Sole e' cambiato. Ma non e' cambiata la voglia di stare insieme e soprattutto la voglia di cantare e di suonare, ed e' proprio per questo che un gruppo di amici, ha deciso di proporre anche al di fuori del loro paese il repertorio di Dossena. Gli Alègher di Dossena, questo nome e' stato scelto proprio per rilevare lo spirito dell'esecuzione e dell'atmosfera che si viene a creare durante le loro esibizioni. Il repertorio e' quello tradizionale, come gia' accennato, ma con l'aggiunta di molti canti della miniera dell'emigrazione, perche' come altre realta' della Valle anche qui il fenomeno dell'emigrazione e' stato massiccio, e ha lasciato anche nel canto il ricordo. 

Cio' fa in modo che non tutte le canzoni abbiano un tema allegro, perche' esprimono la fatica, il pericolo di morte sempre incombente in miniera. La miseria che porta all'emigrazione, la guerra, che porta morte e separazione delle famiglie, non tutte quindi sono di tema allegro e festoso, ma e' lo spirito con cui viene affrontato il canto che porta comunque al "vivere" nell'allegria e nella festa tutte le situazioni cantate, quasi per scaramantizzarle. 

 

gli Amis

Il gruppo di canto Amis dè Dosena tramanda con passione un patrimonio tradizionale di musiche e canzoni sulla vita quitidiana di una comunità di montagna; i mestieri agricoli, il lavoro in miniera, l'emigrazione, la guerra, le feste, l'innamoramento, le gioie, i dolori e le speranze di un passato che per il suo valore universale emoziona ed affascina anche le generazioni contemporanee. Quando la voce del cantore si diffonde, il cuore si scalda e la mente torna a sognare. 

Le Maschere

 Il Gruppo della Mascherata di Dossena si ricompose alla fine degli anni Sessanta per intenzione del compianto Filippo Alcaini , da Alberto Trionfini e Melchiorre Astori con una struttura organizzativa e guiridica. Alcaini Filippo scriveva le trame delle mascherate, costruiva le baöte, disegnava i costumi. A Dossena si conserva la consuetudine antica della Mascherata in tempo di carnevale. La Mascherata e' seguita ancora oggi a tarda sera nei cortili delle contrade da un gruppo di uomini mascherati con accompagnamento musicale. Il corteo delle mascheredi Dossena e i loro ingresso in scena e' preceduto da alcuni portatori del chiaro (uomini che reggono in mano delle lampade da minatore accese); dall'Arlecchino che mantiene l'ordine tra gli spettatori che assistono alla rappresentazione; dal Mago che presenta lo spettacolo. La partitura della Mascherata di Dossena e' scritta da uno o due componenti del gruppo che per l'occasione si improvvisano poeti drammatici. I personaggi accoppiati sono i medesimi di tutti i cortei mascherati bergamaschi: il vecchio e la vecchia, la signorina e il moroso, il dottore e il carabiniere (nelle varianti del soldato o del vigile), il contadino con l'asino. 

Il premiato Corpo Musicale

La Banda Musicale di Dossena nasce nel 1907 con la denominazione di "fanfara Stella Alpina" per volontà dell'arciprete Don Pietro Rigoli e di alcuni dossenesi appassionati di musica. Nel 1911 partecipa alla 23^ festa federale delle Associazioni operaie cattoliche bergamasche. La fanfara svolge l'attività concertistica e partecipa alle feste civili e religiose in paese e provincia fino allo scoppio della grande guerra, quando il corpo bandistico si scioglie. Spinta dalla popolazione e della autorita' civili e religiose il Corpo Musicale si ricostituisce e affidato alla guida di Pietro Carminati si ripresenta per la Festa di San Rocco nel 1927 con 25 musicanti. Questo secondo ciclo che vede la partecipazione a manifestazioni diverse anche in collaborazione con la locale Scuola Cantorum termina per mancanza di musicanti causata dall'emigrazione e dall'entrata in guerra dell'Italia, seconda guerra mondiale. La Banda Musicale riprende nuovamente nel 1945 ma breve è la durata a causa della mancanza di lavoro che porta in questo periodo ad una forze emigrazione nelle miniere della Svizzera e di altri paesi europei, di giovani, con periodi medio lunghi di assenza. Con gli anni '60/ '70 anche per le valli bergamasche e i paesi di montagna inizia un periodo di benessere economico, il lavoro si stabilizza e piano piano cessa l'esodo migratorio. Per il Corpo Musicale inizia un periodo di stabilità e di partecipazione, l'istituzione dei corsi orientamento musicale con la partecipazione anche delle ragazze diventano la vera forza della banda, il repertorio tradizionale viene integrato con brani classici e moderni. In questi anni nella direzione della banda si susseguono Francesco Bonzi prima e di Pietro Bonzi e Zani Giovanni di seguito, Walter Ruggeri, Franco Ambrosioni, Belotti Elena,Peter Zani e Gianmarco Epis. Negli anni '70 il Corpo Musicale diventa ente morale e i Presidenti non sono piu' i parroci pro tempore, ma personalità civili, da Giuseppe Astori (Bepì), Trionfini Giuseppe, Tadini Attilio fino al 1990. Prosegue ininterotta l'attività che vede la Banda Musicale alle rassegne di Roma, Trieste, Verona, in Svizzera con i bergamaschi nel mondo, partecipa a manifestazioni concertistiche a Bergamo e provincia, e' socio fondatore della ABBM. Nel 2002 viene premiata con medaglia d'oro dall'amministrazione comunale per la preziosa attività svolta nella comunità. Nell'estate 2006 ha ricevuto l'orkiestra deta Rzgow della Polonia organizzando uno scambio culturale musicale e di popolazione. Attualmente composta da venticinque musicisti è diretta dalla maestra Tiziana Zaina.