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Le Confraternite tra storia e futuro

Contributo delle Confraternite al Sinodo Diocesano

Le Confraternite sono una realtà della nostra Diocesi più di quanto non si pensi, e, considerando quanto su di loro si conosce o meglio non si conosce, ritengo opportuno tracciarne una breve illustrazione storica e spirituale.

Le prime Confraternite in Diocesi apparvero tra il 1200 ed il 1300: erano aggregazioni spontanee di fedeli desiderosi di contribuire personalmente alla propria salvezza, attraverso la comunione dei santi, la virtù della carità (i poveri in cambio dell' assistenza pregavano per essi), il suffragio dei defunti (assistenza ai moribondi, organizzazione di cerimonie funebri decorose per gli aderenti e per i poveri).

Nel 1265 venne fondata la "Confraternita della Madonna della Misericordia" più conosciuta come"Misericordia Maggiore" o MIA.

Negli anni successivi sorsero le Confraternite penitenziali dei "Disciplini" (coloro che rispettano e praticano una disciplina soprattutto al venerdì), il cui scopo nel 1400 si modificò in assistenziale e caritativo.

Nel 1400, dopo la costituzione della festa del "Corpus Domini", nacquero le Confraternite devozionali del "SS. Sacramento".

Nella nostra Diocesi sono tuttora presenti ed attive alcune di queste Confraternite.

Con la costruzione di scuole, ospedali e chiese, la distribuzione di elemosine e medicine, il riscatto dei prigionieri per debiti, le confraternite per la fede che vivevano, anzi in rapporto alla intensità di essa, risposero concretamente alle necessità concrete delle povertà esistenti all'epoca.

La Chiesa stimò e valorizzò le confraternite, ma accompagnò il suo atteggiamento cordiale con un po' di cautela a motivo della loro indipendenza.

Nel 1500 si verificò la rottura con la Riforma Protestante. La Controriforma trovò nelle Confraternite un valido aiuto a realizzare le sue direttive.

Sorsero diverse Confraternite soprattutto del SS. Sacramento, della Dottrina Cristiana (istituite da S. Carlo Borromeo nella Diocesi di Milano, con il compito di istruzione religiosa e di alfabetizzazione), Mariane (SS. Rosario, Addolorata...), conservando le antiche dedicate ai Santi ed alla Trinità.

Queste forme confraternali furono appannaggio soprattutto dei laici.

Da Napoleone furono spogliate dei loro beni e proscritte. Con la restaurazione, non tutte risorsero come quella dei disciplini. Resistettero soprattutto quelle del SS. Sacramento e della Scuola della dottrina cristiana.

Le confraternite del passato hanno lasciato alle nostre Parrocchie un grande patrimonio di fede ed artistico.

Nel XIX secolo in Italia, e particolarmente a Bergamo, si sviluppò il Movimento Cattolico, che nel secolo XX sfociò soprattutto nella AC, che sottrasse molti elementi alle Confraternite.

Il Codice di diritto canonico del 1917 aveva tutta una legislazione sulle confraternite, (Cann. 707-725) e prescriveva che la Confraternita del SS. Sacramento fosse presente in tutte le parrocchie (Can. 711 §2).

In Diocesi fino alla metà del XX secolo erano presenti in tutte le parrocchie.

Il '68 mise in crisi tutto l'associazionismo cattolico, quindi anche le confraternite.

Il nuovo Codice non parla delle confraternite, ma afferma in modo molto chiaro il diritto dei fedeli ad associarsi per finalità religiose; ed ha tutta una legislazione su queste associazioni (Cann. 298-329).

Pertanto le confraternite non possono più essere azzerate ed estromesse dalla parrocchia.

Il termine "Confraternite" è ora sinonimo di associazione di fedeli laici con finalità di culto. Il magistero del Concilio Vaticano II , a proposito della libertà associativa nella Chiesa, non solo riconosce l'esistenza formale e la componente umana delle Confraternite, ma le fonda su considerazioni di carattere ecclesiologico, presentandole come un segno dello stesso mistero della Chiesa, della sua comunione e della sua unità in Cristo.

Nel 2000 la Conferenza Episcopale Italiana ha voluto un organo di coordinamento chiamato "Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d'Italia" con sede in Roma, assistito dal Vescovo Mons. Armando Brambilla e retto da un Consiglio Nazionale composto da laici.

Nella Diocesi di Bergamo è presente dal 1990 un "Consiglio Diocesano delle Confraternite della Diocesi di Bergamo" assistito dal Delegato Vescovile e retto da un Consiglio composto da laici.

In questi anni sono stati organizzati i ritiri di Avvento e di Quaresima per i confratelli e6 Convegni Diocesani (Gandino, Romano, Pontida, Bergamo, Urgnano, Clusone) ed un Cammino Nazionale delle Confraternite.

I primi tre convegni sono stati dedicati al risveglio delle Confraternite ed agli Statuti, gli altri hanno avuto come tema "La Processione", "La Confraternita nella Parrocchia del dopo Concilio", "L'Eucaristia sorgente di verità e di vita".

Rispetto agli incontri in preparazione dei Congressi Eucaristici Diocesani svoltisi prima del 1980, questi Convegni hanno avuto caratteristiche diverse:

sono stati innanzitutto organizzati come Convegni di studio seguiti da un Cammino di Fraternità, occasione per realizzare uniti un forte momento di preghiera.

La loro finalità è quella di affrontare le ragioni di fede che debbono ispirare la vita delle Confraternite per nutrire sia la fede sia la pratica cristiana.

Sono mezzi efficaci per coordinare l'attività delle Confraternite e promuovere la loro attività; sono utili per far conoscere le iniziative delle singole Confraternite, e creare un momento di comunità che ci aiuta a sentirci un gruppo.

Anche il Consiglio attuale non ha mancato di sottolineare alle Confraternite la necessità di inserirsi nella visione pastorale della Diocesi, accettando le sue indicazioni pastorali, cercando di tradurle nella vita delle Confraternite.

Da quando è stato costituito, il Consiglio Diocesano ha sempre operato producendo anche sussidi pastorali, perché le Confraternite si inserissero e vivessero nel piano pastorale della propria parrocchia.

Altri sussidi sono pervenuti dalla Confederazione Nazionale: "Confraternite: Pietà Popolar e Liturgia", e "Confraternite: Formazione alla Pietà Popolare".

Le Confraternite in Diocesi sono 81 delle quali 12 sono formate da pochi confratelli anziani che segnano il passo; le altre sono attive; complessivamente sono interessate oltre 2000 persone.

Al 6° Convegno di Clusone si sono votati 5 punti per noi importanti, quale contributo al lavoro Sinodale ed i cui risultati sono già stati sottoposti all'attenzione della Segreteria Sinodale.

Le confraternite sono chiamate ad una autentica testimonianza di fede e di carità.

Pertanto essere confratello o consorella non è solo una adesione ad una associazione ma un ideale ed uno stile di vita che non si esaurisce nella partecipazione a determinate funzioni, servizi, impegni, ma lega ad altre persone unite negli stessi intenti. Significa conservare, sì, le tradizioni, ma renderle anche più limpide perché non offuschino la "Tradizione".

Le Confraternite devono curare la formazione alla Liturgia senza peraltro trascurare la pietà popolare che è loro propria.
Questo movimento è parte integrante della Parrocchia: vanno però assistiti nella spiritualità i suoi componenti, e se ne solleciti la ricostituzione, perché, generalmente, nella fascia media della vita trovano i loro membri migliori.
Sono sempre un serbatoio di persone da cui si può attingere per i Ministri straordinari dell'Eucaristia.

Bergamo, 31 Gennaio 2006

Riccardo Carminati
Presidente del Consiglio Diocesano
delle Confraternite della Diocesi di Bergamo

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