Nel patrimonio artistico della Chiesa di San Giovanni Battista a Dossena trova ampia espressione l'arte veneta del Seicento e del Settecento. Ma una pittura, un suppellettile o un arredo in una chiesa non sono mai, come in un museo, solo la risposta ad una serie di esigenze didattiche ed estetiche, ma sono specialmente un segno tangibile di fede.
La gran parte delle opere d'arte che si conservano nella chiesa di Dossena sono l'espressione della generosa devozione e dell'affezione al luogo natio di alcuni parrocchiani espatriati alla ricerca di un lavoro più stabile e redditizio.
Poichè Dossena, come tutta la provincia bergamasca, era dominio della Repubblica di Venezia, l'entroterra veneto e la città lagunare rappresentarono le mete principali di questa emigrazione.
A Venezia poi alcune famiglie originarie di Dossena, quali gli Astori, gli Omacini e gli Alcaini, si erano unite ad altre provenienti dalla località di Zogno e di Sorisole nella cosidetta COMPAGNIA DEI BASTAGI, una sorta di confraternita, già esistente dalla metà del XV secolo, che deteneva il monopolio del servizio di carico e scarico della mercanzia del porto e del suo controllo in dogana. Tale compagnia era stata fondata nel nome della Trinità, della Vergine e dei santi titolari delle parrocchie di origine, San Giovanni Battista per Dossena, San Lorenzo per Zogno e San Pietro apostolo per Sorisole.
Il persistere della devozione verso il patrono del proprio paese, il desiderio di mantenersi in qualche modo legati alla comunità dei propri padri e di essere ricordati nelle proprie preghiere, ma anche la possibilità di rendere pubblico il raggiungimento di un nuovo stato sociale, indussero numerosi ponenti di questa compagnia a inviare alla propria parrocchia paramenti, preziosi suppellettili e soprattutto dipinti.
Altri Dossenesi emigrati a Venezia mantenevano uno stretto legame con la parrocchia del paese natio, aderendo ad una delle confraternite, quella intitolata a San Giovanni Battista e chiamata anche "de' fratelli in Venezia".
Documentata con una precisa regola e un reddito proprio già nel 1575, aveva sede presso l'altare intitolato al Battista per il quale alcuni componenti di tale "schola" commissionarono a Paolo Veronese la tela con la "Decollazione di San Giovanni Battista...".
Un esempio particolarmente commovente di tale devozione è la tela raffigurante la "Resurrezione di Cristo" oggi in controfacciata ma in origine collocata nel coro. Essa giunse a Dossena quale dono di Antonio del fu Pietro Omacini, che si fece ritrarre accanto all'iscrizione: "O tu che leggi / dì un Pater / et Ave Maria / per l'anima di questo benefator".
Tratto da:
Guide alle chiese parrocchiali di Bergamo n. 3
"San Giovanni Battista in Dossena"